L’ ascensore

Io amo l’ascensore.  Chissà perché ma  é nell’ascensore che spesso ti accorgi di avere quel pezzettino di verdura tra i denti, o alzi l’ascella per cogliere l’alone di sudore, o  lo sguardo assonnato. Ogni volta che mi trovo in ascensore con altre persone, automaticamente rivolgo lo sguardo verso la targhetta con le indicazioni e mentalmente calcolo quando pesa il mio vicino e la sua borsa da computer;  altre invece guardo persa i bottoni dei piani, il tipo di numero usato, se c’é la “T” di terra o semplicemente lo “0″. L’ascensore é imbarazzante quando ti senti imbarazzato ad entrare e non sai dove collocarti, ci sono studi complicatissimi e test del tipo :”dimmi se ti metti al centro o a sinistra e ti dirò chi sei”. Nei film scene importantissime si svolgono nell’ascensore: in “C’é posta per te” Tom Hanks si rende conto di voler lasciare la sua compagna proprio lì, quando lei viene colta da crisi di isterismo dopo appena trenta secondi dal blocco e lui serafico e calmo dà le istruzioni al citofono su come far ripartire la cabina.  Quello di oggi é l’ascensore un po’ oscuro e silenzioso, alluminio moderno e faretti, splendido specchio con occhialone dimenticato, in attesa di imbattermi in quelli che adoro, quelli aristocratici dei palazzi , con la chiusura  a maniglia e la cabina a rete metallica che sale lenta lenta e che un portiere custodisce e ne cura le porticine di legno con oli profumati e grasso tra gli ingranaggi. A volte l’ascensore mi fa venire i brividi.

Post pubblicato mercoledì 15 luglio 2009 alle 22:36 nelle categorie Gli oggetti, I Colori, Interni. Traccia i commenti mediante RSS 2.0. Puoi anche commentare, o sfruttare il trackback dal tuo blog.

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