banalmente … i delfini
mercoledì 17 giugno 2009
Forse mancavano qui dentro, forse no. E’ facile (o difficile) immortalare i delfini e le loro acrobazie nel parco acquatico. Sicuramente banale, perché i nostri amici sono già incredibili loro, ma non ne posso fare a meno …. e quello con il buffetto dallo sfiatatoio … un vero colpo di fortuna !




Una nuova categoria !
mercoledì 3 giugno 2009
Ho deciso di aggiungere una categoria speciale, quella dell’amico elefante. Non capisco davvero perché fa il permaloso se lo utilizzo come modello, tanto da volerlo immortalare con gli oggetti e le situazioni a me care (alzi la mano chi di noi, bambino, non ha mai messo le ciliegie dietro le orecchie?) . Anzi questo suo atteggiamento mi ha intrigato ancora di più , “braccia” conserte arrabbiato contro il muro, mi ricordano momenti di tenero infantilismo. E così sarà: “Cronache dell’elefante permaloso” o qualcosa d’altro mi verrà in mente …


Anche gli elefanti si offendono …
martedì 12 maggio 2009
In una Factory senza capo né coda ci capita di dare sfogo a ciò che nella testa ci frulla, questa volta sulla testa, considerata la già citata passione per i cappelli. Questo inverno hanno imperversato i baschi, di tutti i colori e materiali, di lana morbida mohair, di panno più rigido, etc. Deliziosi. L’altro giorno pensavo e ripensavo di confezionarne uno estivo, anche se riflettendoci bene ti metteresti una cosa in testa che non ripara dal sole essendo privo di visiera ma fa calore e basta. Ma ormai ero già alla ricerca dell’uncinetto e un pezzo di filo, maglia bassa, maglia alta … etc..in due ore ho tentato di riprodurne uno. Ed eccolo qui. A me calza ma ha un effetto cuffia per neonato, per Alice é perfetto, ma si é rifiutata di farsi fotografare “con quel coso”. Ripiego sull’elefante color lilla, con il verde sposa bene vaglielo a far capire che la proboscide mi serve per tenerlo fermo e che non sto ridendo di lui. Aho, s’é offeso a morte …


giornate bucoliche
giovedì 26 febbraio 2009
S. Maria delle Mole (RM), manifestazione agraria, giugno 2008


Le orecchie della gatta Campanella (prima parte)
mercoledì 18 febbraio 2009
Non è da tutti dipingere le pareti della camera da letto ispirandosi alle sfumature delle orecchie della propria gatta preferita e scoprire che aver giocato con i colori ha conferito all’ambiente un’aria fatata e magica, che stenti a toccare per non sciupare nulla ma da cui ti lasci penetrare. Sfumature ovattate, estremamente piacevoli e rilassanti. La gatta è Campanella, sorda e tranquilla, si è appropriata del letto a due piazze dove gode di quel colore tenue, parte della scenografia. Location di Silvia e Angelo, perfetto esecutore di quel colore incredibile alle pareti, alle ore tredici circa di una giornata di festa piena di sole . Ritornerei ben volentieri verso il tramonto tanto per vedere che colorazione ha assunto la parete lilla, che non é lilla, forse glicine, boh .. (e sicuramente si farà così tardi da trattenerci per un pezzo di pizza alla pala cucinata nel forno a legna … eh, Angelo, che dici? ;-)))) )





FIRMINO di Sam Savage
lunedì 20 ottobre 2008
Sarà un post malinconico; sarà un post senza capo né coda; sarà un post senza conclusione.
Fatto é che la copertina di questo libro mi attrae mentre attendo all’aeroporto l’arrivo di mia figlia. Leggo frettolosamnete la recensione e scambio il contenuto del romanzo per qualcosa legato alla gastronomia, a me cara, e decido di comprarlo, per farne un regalo. Poi mi rendo conto dell’errore, ma fa niente. Mi piace talmente tanto quel disegno lì che mi affeziono a quel personaggio, anche se raccapricciante.
L’ho lasciato sulla libreria in attesa, e finalmente da una settimana sono riuscita a dedicargli un po’ di attenzione.
Ancora non l’ho finito e soprattutto per questo non so che impressione finale avrò e mi farà. Ma ho deciso che merita davvero di rileggerne le cinquanta pagine iniziali, perchè ne farò il mio tormentone per i prossimi mesi. Mi ha incantato. Questo topo tristissimo ha catturato la mia immaginazione, trovo questo romanzo ben scritto, e ironico in modo tenero. Ti fa sorridere e ti fa provare allo stesso tempo un tenerezza incredibile, ha l’ intelligenza di pochi, che mai avrei ritenuto poter pensare di un TOPO. Addirittura ieri aprendo la credenza in cucina immaginavo di trovarmene uno davanti … beh … non avrei urlato, gli avrei parlato, adottato, se solo avessi intuito che fosse proprio lui, Firmino in persona, a guardarmi con quelli occhi tristi e il capoccione pesante. Che dirvi? Leggetelo. Firmino porta anche il nome di una zia di mio padre, che ammiravo tantissimo quando ero piccola piccola, e mi raccontavano cose di lei incredibili : fu una delle poche donne negli anni trenta ad andarsene in giro con la sigaretta in un paese dove tutte le donne erano ancora semi analfabete e rinchiuse in casa. Lei no: era professoressa, gran vocione che si faceva rispettare, grande Donna.
Come foto vi lascio quelle di due (anzi tre .. ) roditori (sfigati) che per qualche giorno hanno allietato la mia casa.
Non piangete , eh?
pag. 31:” … il connubio di testa pesante e membra deboli mi ha costretto ad assumere un passo lento, cadenzato. Ora, mentre in seguito, nel corso della vita, m’illusi che questo incedere metodico mi conferisse un’aria solenne, a quel tempo mi faceva soltanto apparire anche più bizzarro. Non riuscivo a non dondolare quella mia testa enorme da un lato all’altro, mentre camminavo o mi muovevo goffo, il che mi dava un aspetto piuttosto bovino. Inoltre, con quel peso che mi sbilanciava in avanti, finivo spesso per cadere battendo la faccia a terra, con gran divertimento degli altri” .








