archivio per categoria: ‘Letture’

 

“Het Verhaal van de Minne ” - Giuseppina Torregrossa

domenica 18 aprile 2010

L’ aspettavo da un bel po’, questa cosa qui. Ecco il romanzo di Giuseppina Torregrossa nientepopodimeno che … tradotto in olandese. E le cassatine ricche e sensuali hanno “invaso” (esaggggerata  !!!) la nordica Olanda nelle librerie con la MIIIITICA immagine che ormai stra-conoscete. Oggi mi sto omaggiando da sola, va beh … come dice Andy Warhol : “Ognuno ha diritto al suo quarto d’ora di notorietà”, e me, che  sono diventata pure “Fiametta ” (ah ah ah) !!!!  ;-)) - va beh, pazienza - ho un altro piccolo cimelio da tenere in libreria.
PS: (beccatevi pure  il patetico tentativo di mascherarmi da olandesina)


Ciao cari !!!

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vita vissuta: chi pelandrona e chi no (domenica di luglio)

domenica 12 luglio 2009

Lo svolazzare delle tende, un letto disfatto, dei libri, due caffé, un bucato da riordinare nei cassetti, un caldo lento pomeriggio di luglio, secondo me.

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stratificazioni (cornice di legno)

mercoledì 10 giugno 2009

Non so perché, ma i pennelli sporchi di colore precedente, secco intorno al bastoncino di legno, è una immagine che mi piace molto. Un po’ mi fa pensare ad un pittore pasticcione e disordinato che si limita a togliere il colore dalle setole del pennello, e non al resto. Inoltre, lo strato che dopo strato rimane attaccato al precedente mi fa pensare alla vita e agli eventi che la colorano sostituendosi nella crescita .  Alice (e i suoi ciuffi di capelli)  ha colorato una cornice di legno grezzo, di bianco.  Bianco, perché in questo periodo adoro il bianco latte assoluto.  Cosa devo incorniciare? Ma certo !!!! La foto dell’anno !!! Pensavate che il tornentone fosse finito così ?

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La pioggia, Piazza Borghese, i libri antichi, la dedica, il nipote

mercoledì 14 gennaio 2009

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FIRMINO di Sam Savage

lunedì 20 ottobre 2008

Sarà un post malinconico; sarà un post senza capo né coda; sarà un post senza conclusione.
Fatto é che la copertina di questo libro mi attrae mentre attendo all’aeroporto l’arrivo di mia figlia. Leggo frettolosamnete la recensione e scambio il contenuto del romanzo per qualcosa legato alla gastronomia, a me cara, e decido di comprarlo, per farne un regalo. Poi mi rendo conto dell’errore, ma fa niente. Mi piace talmente tanto quel disegno lì che mi affeziono a quel personaggio, anche se raccapricciante.
L’ho lasciato sulla libreria in attesa, e finalmente da una settimana sono riuscita a dedicargli un po’ di attenzione.
Ancora non l’ho finito e soprattutto per questo non so che impressione finale avrò e mi farà. Ma ho deciso che merita davvero di rileggerne le cinquanta pagine iniziali, perchè ne farò il mio tormentone per i prossimi mesi. Mi ha incantato. Questo topo tristissimo ha catturato la mia immaginazione, trovo questo romanzo ben scritto, e ironico in modo tenero. Ti fa sorridere e ti fa provare allo stesso tempo un tenerezza incredibile, ha l’ intelligenza di pochi, che mai avrei ritenuto poter pensare di un TOPO. Addirittura ieri aprendo la credenza in cucina immaginavo di trovarmene uno davanti … beh … non avrei urlato, gli avrei parlato, adottato, se solo avessi intuito che fosse proprio lui, Firmino in persona, a guardarmi con quelli occhi tristi e il capoccione pesante. Che dirvi? Leggetelo. Firmino porta anche il nome di una zia di mio padre, che ammiravo tantissimo quando ero piccola piccola, e mi raccontavano cose di lei incredibili : fu una delle poche donne negli anni trenta ad andarsene in giro con la sigaretta in un paese dove tutte le donne erano ancora semi analfabete e rinchiuse in casa. Lei no: era professoressa, gran vocione che si faceva rispettare, grande Donna.
Come foto vi lascio quelle di due (anzi tre .. ) roditori (sfigati) che per qualche giorno hanno allietato la mia casa.
Non piangete , eh?

pag. 31:” … il connubio di testa pesante e membra deboli mi ha costretto ad assumere un passo lento, cadenzato. Ora, mentre in seguito, nel corso della vita, m’illusi che questo incedere metodico mi conferisse un’aria solenne, a quel tempo mi faceva soltanto apparire anche più bizzarro. Non riuscivo a non dondolare quella mia testa enorme da un lato all’altro, mentre camminavo o mi muovevo goffo, il che mi dava un aspetto piuttosto bovino. Inoltre, con quel peso che mi sbilanciava in avanti, finivo spesso per cadere battendo la faccia a terra, con gran divertimento degli altri” .




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"Facciamo un gioco"

mercoledì 9 luglio 2008


Mio nipote torna a casa con questo libro, acquistato per la curiosità
suscitata dalla retrocopertina e forse per la copertina stessa, minimalista.
Mi ritrovo un esempio di letteratura erotica contemporanea, descritta
da Emmanuel Carrère (Parigi, 1957), giornalista francese, diventato famoso con
il libro “L’avversario”, del quale racconterò in seguito.
Pur trattandosi di un “esperimento” erotico, fortemente erotico,non so
per quale motivo intimamente non riesco a considerarlo tale, anche se ora
risfogliandone qualche pagina, non posso fare a meno di consigliarvi
di non leggerlo in treno, o in metropolitana…
Molto bello. Sì sì. Leggetelo.

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La zuppa di Kafka

giovedì 12 giugno 2008

Abbiamo provato a riprodurre una ricetta direttamente dalle pagine de “La zuppa di Kafka” (Storia della letteratura mondiale dalle origini a oggi, in sedici ricette). Certo trovare Kafka tra i reparti di cucina in libreria è davvero insolito. E questo libro curioso racchiude tra le sue pagine una idea assolutamente geniale e unica secondo me: proporre ricette scelte dall’autore (Crick), raccontate però come avrebbero fatto i piu grandi maestri delle letteratura mondiale. Ecco quindi ritrovare autori quali la Woolf, Thomas Mann, Pinter, Proust, Márquez o Welsh descrivere una ricetta nel loro stile, con la loro enfasi. Straordinario. Non solo perché le ricette sono assolutamente attendibili dal punto di vista gastronomico, ma anche per la panoramica letteraria immaginata tra i fornelli. Una di queste ricette, immaginata come una pièce teatrale, messa in scena dal grande Harold Pinter, vede i due protagonisti che si parlano senza mai capirsi e nel mentre si parlano, si “sceneggia” la preparazione di una bruschetta che tra le altre cose vi suggerisco di rifare, tanto è semplice, perchè vi stupirà. Per la prima volta mi è capitato di mangiare ciò che ho letto…davvero geniale e piacevole.

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Sulla lettura

giovedì 29 maggio 2008

Avete mai considerato che siamo immersi costantemente nella scrittura? In qualsiasi momento della giornata il nostro occhio e cervello sono bombardati dall’elemento scrittura e noi LEGGIAMO. Di tutto, costretti. Leggiamo sempre, consci o meno. Gli oggetti “parlano” e noi li leggiamo: start, on, off, stop, milioni di segnali ogni giorno, afferro un oggetto e prima di lui leggo cosa è, o come si usa, o quanto ne devo prendere, o come, informazioni, codici, segnali, comunicazione. Ovunque si posi il nostro sguardo, c’è un “verbo” dietro che ci afferra prima, un qualcosa che ci comunica altre cose. Anche quando seduti nel nostro bagnetto accogliente vaghiamo con lo sguardo e non possiamo fare a meno di leggere la composizione della crema idratante sullo scaffale, o del detersivo o addirittura della provenienza della carta igienica.E poi dicono che non leggiamo….Quando mi accingo a leggere un nuovo libro provo un senso di apertura totale verso chi scrive, con l’intenzione di cogliere l’anima di chi ha partorito quel romanzo, quel racconto, quel concetto, parole. Raramente mi succede di essere talmente critica nei confronti di uno scrittore al punto da dire “non mi piace”. E’ raro. Riesco sempre a trovare in essi una essenza che giustifichi, secondo me, la necessità di essere letto e conosciuto ai piu. Naturalmente ho scaffali pieni di libri che non sono riuscita a leggere, e che sono lì ad attendermi, perché comunque li vivo come una limitazione, e che prima o poi mi costringerò a fare miei. Detto questo, mi riesce difficile consigliare lettura di questo o di quello, faccio semplicemente delle riflessioni su ciò che la scoperta di quelle letture mi ha lasciato, su quello che ritengo aver colto, per una eventuale discussione di un pensiero.

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